PHOTO-2019-01-26-21-24-36 PHOTO-2019-01-26-21-22-42 PHOTO-2019-01-28-10-05-24

VOGLIAMO CONTINUARE A PARLARE DI IMMIGRAZIONE

“COSTRUIRE L’ITALIA DELLA CONVIVENZA – Per un nuovo patto tra italiani e immigrati” – 26 gennaio 2019, incontro dibattito con Livia Turco presso la biblioteca comunale di Grottaferrata.

La data e il tema erano stati fissati da tempo, per tener conto delle disponibilità dell’On. Turco. Ma il 26 u.s. il tema scelto dal Circolo PD di Grottaferrata per la sua importanza e attualità è diventato drammaticamente e urgentemente attuale dopo i fatti di Castelnuovo di Porto: lo sgombero, o meglio dire la deportazione, dal C.A.R.A. (Centro Assistenza Richiedenti Asilo) di centinaia di immigrati, peraltro già inseriti in un positivo percorso di integrazione, verso destinazioni ignote ai più.

E tutto questo dietro lo scudo del c.d. “Decreto sicurezza”, che, è ormai evidente, porterà incertezza e insicurezza diffuse sul territorio nazionale.

Abbiamo invitato Livia Turco a parlare di questo argomento, sicuramente scomodo ma che abbiamo il dovere di affrontare, perchè nella sua lunga carriera politica (è stata eletta per la prima volta alla Camera nel 1987) si è molto impegnata sul tema dell’immigrazione e nella ricerca di soluzioni concrete alle necessità e ai bisogni ad esso collegati.

Come “Ministra per la solidarietà” nel primo Governo Prodi nel 1998 si batté per l’approvazione della legge che porta il suo nome, la nota legge “Turco – Napolitano”, primo tentativo in Italia di dare sistemazione giuridica al fenomeno dell’immigrazione.

Eppure, come ha ricordato lei stessa durate l’incontro, la nostra Costituzione all’art.10 prevede che “allo straniero, al quale sia impedito nel suo Paese l’effettivo esercizio delle libertà democratiche garantite dalla Costituzione italiana, ha diritto all’asilo nel territorio della Repubblica, secondo le condizioni stabilite dalla legge”.  E sempre all’art, 10 si legge che “la condizione giuridica dello straniero è regolata dalla legge in conformità delle norme e dei trattati internazionali”. Già in quegli anni la Convenzione di Ginevra riconosceva la figura dei richiedenti asilo e dei rifugiati e il diritto alla protezione internazionale umanitaria.

Ma, per evitare di affrontare il problema come scontro di opinioni e per favorire il dialogo con chi non è d’accordo, la Turco ci ha invitati a partire dai dati: nel 2018 si contano in Italia 5.144.000 stranieri, pari all’8,5% della popolazione. Di questi, il 30% proviene da altri Paesi Europei, mentre solo il 12,7% dai Paesi dell’Africa settentrionale. La maggior parte fugge dalle guerre in Siria e in Afganistan: hanno pertanto diritto all’accoglienza per motivi umanitari.

La percezione del fenomeno tra la gente è invece molto diversa e parecchi ritengono che i numeri siamo molto superiori. Perché?

Perché l’accoglienza è necessaria ma non basta se non è accompagnata da progetti di integrazione che realmente consentano di garantire la sicurezza. Perché accogliere vuol dire anche fare i conti con i nostri punti deboli e le nostre necessità e intervenire sui problemi comuni.  Bisogna evitare che, nelle periferie delle nostre città, i problemi delle persone immigrate vadano ad esasperare il degrado e la precarietà di quelle zone dimenticate. Con interventi coordinati e tavoli di concertazione, ad esempio, si può scoprire che risolvere i problemi degli immigrati porta a risolvere anche alcuni problemi degli italiani. Molte esperienze in tal senso diffuse sul nostro territorio (da Riace a S. Salvario a Torino) lo confermano.

Da qui l’invito a “entrare in relazione” con le persone, con le diversità, per la ricerca di soluzioni comuni.

Nel suo libro “ I nuovi italiani. L’immigrazione, i pregiudizi, la convivenza” la Turco ha evidenziato il fallimento delle politiche basate solo sulla logica della sicurezza e del contenimento, sul rifiuto e la paura e ha avanzato una proposta di convivenza nella diversità e di emancipazione degli immigrati da ospiti a cittadini a tutti gli effetti.

Ha aderito all’incontro anche il Senatore Bruno Astorre.  A partire dalla sua partecipazione al presidio dei giorni scorsi a Castelnuovo di Porto, ha sottolineato l’importanza per il nostro Partito di tornare a essere tra la gente, di stare con gli ultimi e non con le élites, nelle periferie e non nelle ZTL. Insomma, un invito a riscoprire l’orgoglio delle nostre radici!

Molti i successivi interventi dei partecipanti all’incontro: il capogruppo del PD al consiglio Comunale, Fabrizio Mari, ha spiegato i motivi e il contenuto dell’o.d.g. presentato nell’ultima riunione consiliare (cfr. Articolo “UN’OCCASIONE PERSA”) con il quale si impegna il Sindaco a richiedere un tavolo di confronto al Governo sugli effetti del c.d. “Decreto Sicurezza” che gli amministratori locali si troveranno ad affrontare in prima linea; Giuliana, una professoressa, ha parlato dell’importanza di trasmettere ai ragazzi la memoria di ciò che è accaduto affinché persecuzioni e deportazioni non si ripetano; Bruna, un’assistente sociale, ha ricordato il suo impegno negli anni ’90 con i profughi della guerra nella ex Jugoslavia; Rachele, un’avvocata che opera nella rete di accoglienza, ha denunciato il fatto che questa rete e stata lasciata sola…

Riflessioni, ricordi, esperienze personali, la voglia di condividere per capire: continueremo a farlo.

Sì, vogliamo continuare a parlare di immigrazione perché, come ha detto Livia Turco, “ il Partito Democratico ha il dovere di informare, ma deve anche avere la pazienza di spiegare”.