Un’occasione persa, quella di ieri in Consiglio Comunale, per la Giunta Andreotti che si è astenuta di fronte all’ORDINE DEL GIORNO decreto sicurezza presentato dai consiglieri del PD unitamente a quelli di “La Città al Governo”.
Si è persa una buona occasione per dare un segnale di vero civismo, per dimostrare, con i fatti e non a parole, che di fronte a principi universali come il rispetto dei diritti umani e la solidarietà con i più deboli, di fronte doveri irrinunciabili per tutti gli amministratori della cosa pubblica quali quello di assumersi la responsabiità di utlizzare al meglio gli strumenti a disposizione, che di fronte a tutto questo non contano gli schieramenti di parte e l’adesione dovrebbe essere trasversale.
Cosa chiedeva l’ordine del giorno? Sicuramente non la disapplicazione del c.d.”decreto sicurezza” (sarebbe irricevibile una richiesta di non applicare una legge dello Stato) ma, nella consapevolezza delle situazioni di perdita di diritti per i richiedenti asilo e di perdita di strumenti di assistenza da parte delle amministrazione locali che deriveranno dall’applicazione del suddetto decreto, l’odg chiedeva al Sindaco di “unirsi alla richiesta, avanzata da molti altri Sindaci (compreso quello di Roma), al Ministro dell’Interno ed al Governo di aprire un confronto istituzionale con le Città italiane, al fine di valutare le ricadute concrete di tale Decreto sull’impatto in termini economici, sociali e sulla sicurezza dei territori e di approntare tutti gli atti necessari a mitigarne gli effetti in termini di diritti sia per i cittadini che per le persone accolte”.
Si chiedeva altresì di “incrementare le politiche di accoglienza ed inclusione sociale realizzate dall’amministrazione, con particolare attenzione alle fragilità”.

In sintesi si chiedeva al Sindaco uno scatto d’orgoglio, perchè sulle questioni sociali i Sindaci sono in prima linea e non possono essere lasciati soli, perchè certi valori non sono contrattabili e perchè, come hanno ripetuti alcuni consiglieri di maggioranza, “essere civici non vuol dire non avere ideali”.

Per “motivare” il voto di astensione è stato letto in aula il comunicato di Giunta del 2 gennaio u.s. pubblicato sul sito del Comune, che è un capolavoro di ambiguità.
Da un lato infatti si afferma l’intenzione del Comune di dare seguito al Bando relativo allo SPRAR (e ci mancherebbe), dall’altra si premette a tutto ciò una giustificazione non richiesta e non necessaria (se non addirittura una presa di posizione a favore) delle nuove norme in materia di sicurezza .
Si legge nel comunicato:
La protezione umanitaria non è stata ”abolita”, … ma viene ora concessa in presenza di ben definite circostanze, mentre in passato veniva riconosciuta sulla base della generica previsione di seri motivi di carattere umanitario dai contorni indefiniti.
La discrezionalità, insieme ad un’interpretazione estensiva della giurisprudenza, aveva portato ad una applicazione … eterogenea… . Nel tempo si era così determinata una situazione paradossale: un altissimo numero di permessi di soggiorno per cosiddetti motivi umanitari, comprensivi delle più svariate ipotesi … ecc.

A chi serve questa premessa? A chi serve il voto di astensione? Conosciamo l’orientamento della maggioranza dei consiglieri e assessori della Giunta Andreotti. Hanno cambiato posizione o, in nome di un “patto di governo” da non tradire, sono disposti (o costretti da una minoranza) a tradire i propri ideali?

In ogni caso, la notizia è che l’odg che il PD insieme a “LA Città alGoverno” ha presentato ieri è stato approvato e da oggi anche il Comune di Grottaferrata si unirà ai molti altri Comuni italiani che ritengono non più rinviabile un confronto serio con l’attuale Governo. Perchè non si scherza e non si fanno battutine sulla pelle delle persone.
IL CIRCOLO PD DI GROTTAFERRATA