80 Anni dalle Leggi Razziali

80 ANNI FA L’APPROVAZIONE DELLA PRIMA LEGGE RAZZIALE IN ITALIA – UNA SCELTA VERGOGNOSA CHE PORTO’ DI FATTO IL NOSTRO PAESE A CONDIVIDERE LE RESPONSABILITA’ DELLA SHOA’

Il 5 settembre 1938 il re Vittorio Emanuele III firmava il primo di una serie di decreti contro gli ebrei con cui il regime di Mussolini si adeguò acriticamente alla legislazione antisemita della Germania nazista.


Una vergogna per il popolo italiano e un cancro che seminò odio e terrore fra la popolazione creando divisioni basate su un concetto che è in sè stesso una grave offesa alla ragione: quello della razza.

Il testo si fondava infatti su assurde premesse quali: l’esistenza delle razze, l’esistenza di grandi e piccole razze, l’esistenza di “una pura razza italiana”.

Gli ebrei italiani furono privati innanzitutto del diritto allo studio (i ragazzi furono espulsi dalle scuole), poi del diritto al lavoro (i lavoratori furono cacciati da tutti gli uffici pubblici) e infine dei beni mobili e immobili.

Molti furono avviati ai campi di sterminio nel silenzio, nella rassegnazione e in alcuni casi nella connivenza di molti concittadini, vicini di casa, colleghi, compagni di banco, conoscenti… I latini dicevano che “la Storia è maestra di vita“, la vergogna di questa esperienza ci insegni ad essere sempre vigili e reattivi di fronte ad ogni forma di ingiustizia e prevaricazione!

Chiudo con le parole di Arianna Szorenyi, deportata ad Auschwitz all’età di 11 anni e unica sopravvissuta della sua famiglia, al termine di un’intensa intervista nel corso della quale ha raccontato la sua terribile storia:

“un pensiero devoto per gli innumerevoli , sconosciuti e scheletrici cadaveri ammucchiati e abbandonati nei lager nazisti e un accorato pensiero al milione e mezzo di bimbi cui non fu concesso di vivere. Che nessuno possa mai dimenticare o negare l’accaduto”.

Il Segretario
Silvana Pappaianni