In un recente articolo apparso su Democratica il 30 marzo u.s., Teresa Bellanova avvia un’analisi del voto del 4 marzo partendo dalle seguenti parole di Claudia Mancina:

“…possiamo aver sbagliato in comunicazione, possiamo anche aver esagerato in enfasi, possiamo addirittura aver troppo spesso sottolineato i buoni risultati che gli Osservatori mano a mano registravano, radicalizzando a quel punto il disagio di chi quei risultati non li coglieva né registrava differenze sostanziali nella vita quotidiana. Tuttavia il nodo resta: equivale ad aver sbagliato anche le politiche?…”

Dopo la sconfitta elettorale registrata alle ultime elezioni il Pd necessita di una profonda riflessione che lo porti a ritrovare i suoi fondamentali, quelli che lo hanno caratterizzato in questi anni e quelli che costituiscono i suoi ideali politico-sociali.

Far ripartire il mercato del lavoro con una Riforma per mettere ordine nella giungla contrattuale, sostenere l’occupazione di qualità e a tempo indeterminato, dare più garanzie a chi fino a quel momento ne era rimasto fuori, conciliare vita e lavoro; un euro in sicurezza, un euro in cultura; tenere insieme crescita e inclusione; strategia di sistema per il Mezzogiorno attraverso la costruzione di una alleanza forte e monitorabile Stato Centrale – Regioni; sostegno e tutela alle fasce deboli della popolazione con interventi per la prima volta universali caratterizzati da politiche attive; Industria 4.0 per l’innovazione; necessità di un’Europa dei cittadini e non delle tecnocrazie sono state le parole d’ordine degli scorsi governi PD.
Erano sbagliati? Era sbagliata l’azione politica? Crediamo di no anche se ora la questione più pressante è quella di capire se concorrere alla spartizione del potere proposta in questi giorni da parte dei vincitori politici oppure conservare un’identità conquistata negli anni trascorsi dalla fondazione fino ad oggi.

Giorgio Fornetti
Resp. redazione Direttivo PD Grottaferrata