Di estremo interesse è stato l’incontro con le parlamentari del Partito Democratico, Anna Maria PARENTE e Ileana PIAZZONI, che si è svolto l’8 febbraio u.s. presso il teatro Scuola Falcone a Grottaferrata.

Le parlamentari sono state relatrici di due leggi importanti leggi di progresso sociale e cioè, rispettivamente, quella del reddito di inclusione (REI) e quella del “dopo di noi”. Leggi fortemente volute dai governi Renzi e Gentiloni che possono a buon diritto essere considerate come le prime misure nazionali di contrasto alla povertà e alla solitudine delle famiglie che hanno al loro interno persone disabili.

I due interventi sono stati seguiti con molta attenzione dai presenti, come provano  le domande puntuali ed efficaci che hanno  caratterizzato il dibattito.

In breve le due leggi possono essere descritte nel modo seguente:

Come ha spiegato l’onorevole Piazzoni, il reddito di inclusione (REI, D.Lgs.n. 147/17) non è una misura assistenziale, ma di inclusione attiva. Viene concesso ai nuclei familiari in condizione di povertà, può essere erogato per un massimo di 18 mesi ed essere rinnovato per non più di 12 mesi. La sola condizione è che la famiglia beneficiaria si attenga al progetto personalizzato di attivazione sociale e/o lavorativa proposto dai servizi sociali.

La legge sul “Dopo di noi” (legge n. 112/16) parte dalla domanda che tutti i genitori di figli disabili da sempre si pongono, tutti i giorni: chi li assisterà quando noi non ci saremo?

Al riguardo, la senatrice Parente, ha sottolineato come il “dopo di noi” inizi dal “durante noi” perchè spetta ai genitori, finchè ci sono, preparare i propri figli all’autonomia. Questa autonomia è il punto di partenza per porre la persona disabile al centro di un progetto individuale che le consenta di continuare a vivere nella propria casa, o in case famiglia, o in strutture con un massimo di 5 ospiti, gestite da associazioni.

Oltre ai finanziamenti pubblici (per il Dopo di noi la giunta Zingaretti ha messo a disposizione del Lazio 13 milioni di euro) sono previsti finanziamenti privati (con conti fiscali) e misure di “segregazione” del patrimonio familiare, per renderlo inattaccabile.

“Gli incontri che ho fatto con famiglie e associazioni – ha detto la Parente, – per giungere all’elaborazione di questa legge mi hanno fatto scoprire la bellezza del legiferare, un atto complesso fatto di ascolto, di comprensione delle esigenze e infine di proposte !” Il “dopo di noi”, è una grande conquista di civiltà per il nostro Paese.

Destinatari del provvedimento sono “le persone con disabilità grave, non determinata dal naturale processo di invecchiamento e dalle patologie ad esso collegate, che perdono qualsiasi sostegno familiare alla morte dei genitori e che non sono in grado di badare al loro sostentamento autonomamente”.

Si tratta, insomma, di leggi dalla forte valenza sociale, di aiuto concreto e di misure integrate che mettono la persona bisognosa o disabile al centro di un progetto individuale, che guardano al suo futuro.

Il Partito Democratico, che le ha fortemente volute, conferma la sua storica attenzione e il suo costante orientamento a  farsi carico di chi ha più bisogno e delle molteplici fragilità  che caratterizzano i nostri tempi.

Come ribadito dalla due parlamentari, per la loro attuazione le due leggi hanno bisogno del coinvolgimento dei cittadini, singoli o associati e, per la loro concreta realizzazione, di un’adeguata organizzazione degli enti territoriali, i Comuni in primo luogo, che dovranno impegnarsi a rafforzare, quantitativamente e qualitativamente i propri servizi sociali.

Ma questo è un altro discorso….